-=[ Una nuova Cintura Nera al Judo O.K. Arezzo ]=-

Il 2017 si è chiuso con una nuova Cintura Nera agonistica per la storica palestra di Judo aretino, che negli anni tante soddisfazioni ha dato alla nostra città. Il giovane Davide Meoni infatti nell’ultima gara dell’anno - il Trofeo Nazionale Malatesti - si è guadagnato l’ambito riconoscimento con una condotta di gara caparbia e determinata, nonostante venisse da sei mesi di stop a causa di un grave infortunio (rottura del Legamento Crociato Anteriore), che sicuramente non gli ha permesso di scendere sul tatami nelle migliori condizioni, sia fisiche che psicologiche. Chi vive il mondo dello sport sa quanto sia complicato il rientro all’attività agonistica dopo un infortunio importante che ti tiene fuori dai giochi tanto a lungo. Ma Davide è stato questa volta più forte del destino, e in una gara difficile, anche perché lo ha visto competere in una categoria di peso sicuramente non “sua”, contro avversari duri e forti, ha stretto i denti, e si è sudato questa soddisfazione che dà tutto un altro valore ad una stagione purtroppo fino a quel momento piuttosto negativa per lui. Infatti prima dell’infortunio, il Meoni aveva sfiorato più volte la cintura Nera, fallendo però sempre sul più bello, un po’ per il suo carattere troppo impulsivo che spesso lo limita, un po’ per la paura che attanaglia molte volte un atleta proprio sul più bello. Questa volta, all’ultima occasione che si presentava nel 2017, Davide ha fatto tesoro delle esperienze passate, è riuscito a vincere le sue paure, reali o immaginarie, non si è arreso, e ha coronato il sogno di ogni judoka, la Cintura Nera. Ma ogni traguardo raggiunto non deve essere altro che il trampolino per mete future ancora più grandi, per cui l’augurio che tutto il Judo O.K. Arezzo fa al sua giovane atleta è che continui a lavorare, a crescere, a migliorare, sempre con umiltà, per guadagnarsi altre e magari più importanti soddisfazioni, e per essere da esempio alle nuove generazioni di giovanissimi judoka aretini che stanno crescendo sul tatami di Pratantico. [Busia Roberto]

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