La Storia del Judo ....


Jigoro Kano
Dimostrazione di Judo

Jigoro Kano, ideatore del judo, nacque il 28 ottobre 1860 nella piccola città costiera giapponese di Migale,in una famiglia di mercanti discendenti di un modesto clan di samurai; a 14 anni iniziò a studiare lingue presso la scuola Ikue, ove venne a contatto anche con la cultura e la filosofia anglosassone. Nel 1877 si trasferì all’università di Tokyo. Motivato in parte dalla sua fragile costituzione e consigliato da un suo professore, il medico tedesco Ernest von Baelz, il quale ebbe un importante ruolo nella considerazione dei possibili aspetti pedagogici delle arti marziali, Jigoro Kano iniziò a frequentare con passione e successo alcuni tra i migliori maestri di ju jitsu.
Dopo aver iniziato con il maestro Yagi Teinosuke fece pratica con i migliori maestri, apprendendo tecniche e stili diversi fra loro, nonché studiando antichi testi di arti marziali. Terminati nel 1881 gli studi universitari, iniziò ad insegnare lettere. Nel 1882 il governo giapponese stabilì alcuni principi secondo cui l’educazione pubblica doveva:
• Formare, attraverso l’esercizio fisico,una sana e robusta costituzione
• Colmare il cuore degli studenti di amore e lealtà verso la patria
• Istruire
• Imprimere la forza di carattere necessaria a uomini d’armi.
Questo fece sì che secondo la legislazione imperiale allora vigente egli potesse a sua volta fondare un nuovo metodo.

Kano colse questa opportunità, fondando, nel febbraio 1882, il Kodokan, e chiamando il suo nuovo metodo Judo Kodokan. Kano, infatti, aveva maturato in questi anni una nuova visione del Jujitsu, che si trasformò da un mero modo per difendersi da avversari più forti ad un sistema coi quale educare gli uomini al reciproco rispetto, nella convinzione che l'unico modo per progredire è quello di farlo tutti insieme intelligentemente. Questa è la principale differenza tra il metodo Judo Kodokan e le altre forme di combattimento disarmato. Per garantire la sicurezza egli ideò il judogi, un tipo particolare di kimono molto più robusto, per evitarne la rottura durante l'esecuzione di una tecnica e quindi l'impossibilità di controllare la caduta del proiettato, inoltre impose che la presa fosse mantenuta costantemente sul judogi per poter controllare la caduta dell'altro.
Nonostante questo suo assiduo impegno nello studio del Jujitsu, Kano proseguì con estremo profitto i suoi studi, laureandosi nel 1881 in Lettere, e terminando, nel 1882, gli studi di Scienze estetiche e morali, fu successivamente nominato Professore del Collegio dei Nobili. La prima sede del Kodokan fu istituita da Kano in una sala presa in affitto nel piccolo tempio buddista di Eishosi, appartenente alla setta Jodo. Ma i problemi che dovette affrontare furono veramente ardui; infatti, la sua famiglia era contraria a quella che consideravano una stramberia, per questo gli negarono il sostegno economico.


Jigoro Kano
Tecnica Uki Goshi

Storia del Judo, samurai, jujitsu, jiu jitsu, ju jitsu, jujutsu, le origini del Judo, Jigoro Kano, sviluppo del judo, judo tradizionale, olimpiadiIn quel periodo egli disponeva solo di un basso stipendio da Professore novizio, coi quale doveva anche sostenere il proprio cameriere, quindi, per procurarsi i soldi per comprare i tatami per il dojo, fece ricorso alla sua conoscenza della lingua straniera per tradurre dall'inglese al giapponese un «Trattato sull'Etica» commissionato dal Ministero per l'Educazione. Il primo nucleo di praticanti fu costituito da un gruppetto di allievi a cui Kano impartiva lezioni di Economia Politica ed Inglese, i quali iniziarono a praticarlo quasi per gioco, ma che, successivamente, ne rimasero affascinati. Inizialmente il dojo di Jigoro Kano era di soli 9 allievi su 12 tatami e si trovava in una saletta del tempio shintoista Eishoji sito nel quartiere Shimoya di Tokyo. Le tecniche che Jigoro Kano prese a base per il suo metodo "Judo Kodokan" si ispirano principalmente alle forme tradizionali delle scuole Kito-ryu e Tenjin Shinyo-ryu. Molte altre tecniche di Ju Jitsu furono modificate e affinate da quelle che in origine appartenevano alla tradizione, ma l'intima essenza del Judo, che faceva convergere forza e flessibilità, fu un concetto che Jigoro Kano definì a poco a poco con una ricerca razionale e con metodo scientifico.
Il Kodokan rilevò parecchie sfide lanciate dalle altre scuole di Jiu Jitsu e nel 1886
riportò la prima vittoria grazie ai famosi allievi Shiro Saigo e Yokoyama: Sezioni del Kodokan furono aperte a Nirayama, Edajima e Kyoto. Il Kodokan e il Judo si imposero e il dojo di Tokio si ingrandiva di anno in anno. In pochi anni il metodo di Kano catturò l'attenzione del Ministero della Istruzione nipponico. Quest'ultimo cominciò a prendere in considerazione i meriti delle varie Scuole di Ju Jitsu con l'intento di inserire questa arte marziale tra le materie di studio accanto alla educazione fisica. Ben presto il Judo divenne materia integrante di studio nelle Scuole di tutto il Paese, e dovunque in Giappone si tenevano gare di Judo.

Le classificazioni delle tecniche di Judo in Giappone si basano su più di 1.000 anni di esperienza e sugli studi del maestro Kano aiutato dai suoi allievi. Nel 1895, 13 anni dopo la fondazione del Kodokan, Jigoro Kano, con un Comitato di allievi di alto grado stabilì il Go-kyo o metodo di insegnamento diviso in 5 sezioni. Questa progressione di insegnamento era basata sulla lunga esperienza del Ju Jitsu e sui 13 anni di studi Kodokan.


Nel 1920, dopo che le ultime scuole di Ju jitsu furono assorbite dal Kodokan, Jigoro Kano decise di rivedere il vecchio Go-kyo. In collaborazione con i suoi allievi più esperti e con i maestri di tutte le scuole dell'epoca elaborò un nuovo Go-kyo che è quello che si insegna tuttora in tutti i Dojo del mondo.

L'attivita del Kodokan si espanse sempre più e varcò i confini nazionali nipponici. Kano spedì i suoi migliori allievi all'estero. Essi permisero al Judo Kodokan di guadagnare larghi riconoscimenti in tutto il mando. Nel 1934 fu costruito a Suidobashi (quartiere Tokyo) un moderno e grande edificio che presto divenne la "mecca" del Judo di tutto il mondo. Sembrava che questo sport avesse raggiunto l'apice della diffusione. Nel 1938 il Giappone inviò il prof. Kano al Cairo perché rappresentasse la sua Nazione al 12° Convegno Generale del Comitato Olimpico Internazionale.

La partecipazione ebbe grande successo e fu approvata la proposta di far svolgere i prossimi Giuochi Olimpici a Tokyo. A pochi giorni di mare da Vancouver, nel Canada, a bordo della nave Hikawa-Maru, dopo aver svolto un giro di interessanti conferenze, il Professor Jigoro Kano si spegneva all'eta di 79 anni sulla stessa nave che stava per riportarlo in Giappone dopa aver conseguito importanti risultati a favore del suo Paese.

Il Professor Kano scelse per il suo metodo educativo il nome Judo dove il termine JU significa cedevole, flessibile, mentre con DO (=via) si vuole sottolineare che il Judo rappresenta solo il mezzo per il raggiungimento di uno scopo e non il fine stesso (che potrebbe essere perseguito anche attraverso altre strade). Il significato del termine JU è invece di più difficile interpretazione; il concetto di flessibilità e cedevolezza e quindi di adattabilità, è tipico della filosofia orientale ed in particolar modo della strategia militare cinese ed interpreta il significato dell'aforisma «il miglior impiego delle energie fisiche e mentali» su cui il Professor Kano basò buona parte del suo metodo.
Il Judo consente di sviluppare l'adattabilità, l'intuizione, l'istinto, la forza di volontà, attraverso dei movimenti rapidi e pratici che necessitano di giudizio, ragionamento e azione istantanea. Tutto questo potrebbe essere paragonato a molte altre discipline sportive ma, a differenza di queste, il Judo del Professor Kano riserva una importanza fondamentale all'aspetto morale proponendo all'uomo una possibile via che lo aiuti a crescere, lo sostenga nel suo percorso di maturazione e contribuisca a creare individui che, inseriti nella vita sociale, si contraddistinguano per il valore etico, per la ricchezza interiore e la capacità di relazione.
Il Judo rappresenta in un certo senso l'applicazione pratica delle sue teorie, è l'eredità lasciataci da questo illustre studioso nipponico, una sorta di libro da sfogliare ed interpretare con attenzione. Il principio, base morale del metodo, a cui deve fare riferimento l'educazione del corpo e della mente, è riassumibile nell'aforisma «tutti insieme per progredire con il miglior impiego delle energie».
Una volta compresi questi principi l'uomo potrà riportarli nel suo quotidiano, nelle sue visioni sociali, religiose e nel mondo del lavoro, con i benefici che ha potuto osservare nell'allenamento in palestra.
Il Judo tradizionale costituisce quindi un fenomeno complesso che non può essere apprezzato pienamente da chi gli si avvicina con preconcetti o ricercando un semplice sport o una tecnica di difesa personale. Tutti possono praticare il Judo ma forse non tutti potranno comprenderne gli insegnamenti e percorrere questa via fino in fondo. li Professor Kano, ad oltre mezzo secolo dalla sua scomparsa, ci appare come un uomo illuminato che ha intuito l'importanza dell'educazione e di come attraverso questa fosse realmente possibile migliorare l'essere umano; occorre il necessario rispetto verso l'operato di quest'uomo per potersi addentrare nella sua proposta e praticare proficuamente il suo Judo.


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